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ANTICIPARE LA CRISI CON LA PIANIFICAZIONE FINANZIARIA

Ultimamente si parla tanto del nuovo Codice  della crisi di impresa e delle implicazioni che avrà  sulle aziende italiane, ma vediamo di fare chiarezza sui punti salienti della normativa e delle implicazioni pratiche per i nostri imprenditori tenendo sempre a mente quello che è l'obiettivo della riforma, ovvero introdurredei meccanismi di monitoraggio e segnalazioni in grado di anticipare situazioni di crisi aziendali ancora non manifestate e quindi potenzialmente evitabili. 

1 Nomina Revisore Legale/Sindaco Unico 

Vengono ridotti i limiti al di sopra dei quali le aziende sono tenute alla Nomina di un professionista iscritto all'albo. L'azienda è obbligata se per due esercizi consecutivi supera anche solo uno tra questi parametri:
  • Volume d'affari  > 4 milioni di euro 
  • Totale attivo  > 4 milioni di euro
  • Dipendenti  > 20 unità  
L'obbligo di nomina decorre dall'approvazione del bilancio 2019.  

2 Adeguato assetto organizzativo e contabile 
La normativa, in relazione agli assetti organizzativi, sottolinea la necessità di una struttura adeguata al modello di business e alla dimensione/complessità aziendale. Non vengono di fatto definiti dei criteri specifici sebbene il fine ultimo sia senza alcun dubbio quello di fornire dati contabili e di performance attendibili, tempestivi e previsionali, soprattutto in relazione alla capacità finanziaria dell’azienda e quindi alla sua continuità aziendale.

3 Adeguato assetto organizzativo e contabile 
La novità più importante e forse anche quella che maggiormente avrà ripercussioni in ambito aziendale è quella relativi agli indicatori della crisi. La normativa infatti individua alcuni indicatori di allerta con delle relative soglie che dovranno essere periodicamente monitorati e, in caso di sforamenti, daranno luogo a segnalazioni da parte dei revisori/sindaci agli organi competenti (Camere di commercio prima e Tribunale poi) al fine di attivare le procedure idonee a gestire la situazione di allerta.

Di seguito gli indicatori da monitorare:

  • Patrimonio Netto ­čí¬ superiore al limite legale 

  • Debt Service Coverage Ratio (DSCR) ­čí¬ superiore ad 1

Mentre il Patrimonio Netto è un indicatore facilmente individuabile, poiché esposto in bilancio, il DSCR è un indice previsionale di difficile calcolo poiché indica quanta liquidità sarà disponibile nei sei mesi successivi ai fini del pagamento dei debiti finanziari. La sua determinazione presuppone quindi che l’azienda sia dotata di strumenti previsionali (budget) sia in chiave economica sia, soprattutto, finanziaria.

Nel caso in cui, per diversi motivi, il DSCR non sia calcolabile si procede al calcolo di ulteriori cinque indicatori:
 

Ciascuno dei suddetti indicatori va confrontato con dei valori soglia determinati sulla base del business aziendale, ovvero:

 CRISI D’IMPRESA GLI INDICI DELL’ALLERTA – Documento emanato il 20 Ottobre 2019 dal Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili 
 

Se tutti e cinque gli indicatori non sono rispettati, si rileva una presunzione dello stato di crisi.

Ove l’imprenditore non decidesse di affidare questo genere di analisi alla propria funzione amministrativa-contabile (ove presente), appare evidente come cresca l’esigenza delle aziende di affidarsi maggiormente a professionisti (Commercialisti, Società di consulenza aziendale, manager, ecc.) in grado di proteggere l’organo amministrativo e la compagine sociale da eventuali rischi derivanti dal mancato rispetto delle regole introdotte dal nuovo Codice della Crisi d’impresa

La normativa impone infatti un cambiamento forte sia nelle logiche aziendali ma allo stesso tempo nel ventaglio dei servizi offerti dagli studi professionali; se finora la figura del Commercialista era principalmente finalizzata alla tenuta della contabilità, agli adempimenti fiscali e alla predisposizione del bilancio, in futuro la richiesta di servizi aggiuntivi quali la predisposizione di budget, analisi finanziarie e di scenario, piani industriali e controllo di gestione obbligherà i professionisti a dotarsi di una struttura più adeguata e a rivedere l’offerta proposta, anche in termini di pricing.

Oltretutto saranno gli stessi professionisti/controllori a dover segnalare situazioni di allerta prima all’imprenditore e poi all’OCRI (presso le Camera di commercio), pena il dover rispondere in solido insieme all’imprenditore davanti al Giudice in caso di crisi irreversibile e non segnalata tempestivamente. 
 

L’esperienza conclamata di IB Consulting nel campo dei servizi di consulenza di direzione alle imprese evidenzia un dato inconfutabile e preoccupante: le aziende avvertono l’esigenza di richiedere l’aiuto di un professionista manager solo quando la situazione di crisi è già in uno stadio avanzato e difficilmente recuperabile. E questo, con il nuovo Codice della Crisi d’impresa, comporta oggi delle conseguenze più gravose sia nei confronti dell’imprenditore che dei professionisti dei quali l’impresa si è avvalsa.

L’obiettivo della nuova normativa, infatti, va proprio in questa direzione, ovvero quella di prevenire situazioni di difficoltà avvalendosi di adeguati strumenti di pianificazione e controllo.

Al fine di dare assistenza alle imprese sul rispetto del nuovo Codice della Crisi d’impresa IB Consulting propone un check up aziendale gratuito che comprende:

  • calcolo degli indicatori della crisi 

  • valutazione dell’adeguatezza organizzativa, amministrativa e contabile

Il servizio, totalmente gratuito, è finalizzato all’individuazione di possibili soluzioni da adottare, eventuali azioni migliorative da intraprendere o nuovi strumenti da implementare per pianificare una strategia aziendale, monitorare l’andamento economico e finanziario e, conseguentemente, determinare eventuali situazioni di allerta non ancora emerse.

Per maggiori info compilate il nostro Form: Check up aziendale

 
Data: 26-02-2020
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